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Per una gestione integrata dell'ambiente
ASSOCIAZIONE ANALISTI AMBIENTALI

 

CRITERI PER LA VALUTAZIONE AMBIENTALE STRATEGICA (VAS)

 

Gruppo di lavoro AAA (Associazione Analisti Ambientali)  “VAS e governo del territorio” – 2007

 

Convegno Nazionale AAA “ La Valutazione Ambientale dei Piani in Italia: dal dire al fare”.

 Milano, 24-25 gennaio 2008

 

 

Criterio

Descrizione

1

RAZIONALITA’ DEL PROCESSO

Il percorso di pianificazione/programmazione e il relativo iter decisionale dovrebbero procedere consequenzialmente e secondo criteri razionalj dalle grandi scelte di orientamento strategico ai dettagli progettuali fino alle verifiche attuative, anche  analisi di alternative e applicazione di strumenti di monitoraggio-controllo, procedendo - anche lentamente o per piccoli passi – secondo un percorso fondamentale la cui direzione non dovrebbe essere oggetto di continui rinvii e ripensamenti. Sotto questo profilo è sicuramente importante prevedere fin dalle prime fasi la definizione chiara degli obiettivi alla base del piano.

2

SCALA DI APPLICAZIONE

Con particolare riferimento alla pianificazione a scala comunale, la VAS può diventare occasione per ricondurre scelte ed opzioni di governo del territorio ad una dimensione strategica, che necessariamente circoscritta ai limiti dei confini amministrativi. I temi ambientali sono tra quelli dove la rilevanza sovracomunale è più evidente. E’ evidente che non potrà essere la VAS a determinare, nel breve termine, ipotesi di radicale riforma dei criteri di pianificazione territoriale nel nostro paese, e che esperienza in questa direzione potranno essere per il momento limitate ad un più sostanziale coordinamento dei singoli strumenti d governo del territorio. Nondimeno, si ritiene opportuno segnalare in questa sede la rilevanza della questione, che nel medio e lungo termine sarebbe comunque auspicabile venisse affrontata anche in  sede legislativa.

3

TRASPARENZA

In particolare laddove le norme regionali prevedano l’autoapprovazione dei piani locali, la reale trasparenza dell’iter di pianificazione e della procedura di valutazione costituisce un requisito essenziale anche per evitare l’autoreferenzialità dei processi. La trasparenza, oltre  che un valore in se stesso da garantire comunque, appare come un mezzo funzionale per una maggiore efficacia del processo decisionale. Il criterio dovrebbe dunque essere inteso nel senso di valutare quanto si ottiene attraverso la trasparenza più che quanta trasparenza si riesca a garantire.

4

INTEGRAZIONE

L’integrazione tra percorso di piano e VAS è requisito essenziale al fine di passare da una visione settoriale dei temi ambientali alla costruzione del piano considerando gli obiettivi ambientali come prerequisito di base. L’integrazione per funzionare realmente deve essere estesa all’intero ciclo di vita del piano, comprese quindi anche le fasi attuative e gestionali.

5

TERZIETA’ DEL VALUTATORE

La presenza di un’entità, un’autorità terza, per l’espressione del parere finale non è forse così determinante come nella valutazione dei progetti, tuttavia il rischio di autoreferenzialità esiste anche nella VAS, dove la terzietà ha a che fare più con la capacità di riconoscere nell’ambito del processo i distinti ruoli del proponente/pianificatore e del valutatore, anche quando le due figure siano riconducibili al medesimo livello di governo del territorio.

6

PARTECIPAZIONE

Si tratta al tempo stesso dello strumento principale per la prevenzione di eventuali conflitti sociali in materia ambientale e del più efficace rimedio al rischio di autoreferenzialità della procedura

7

SISTEMICITA’

La VAS non deve costituire un momento episodico, funzionale all’adozione e approvazione del piano, ma deve inserirsi in modo organico con i suoi strumenti in un contesto più ampio di strumenti di supporto ai processi decisionali, in tutte le fasi del ciclo di vita del piano, anche successivamente al momento di approvazione. Con la VAS si dovrebbe innescare un circolo virtuoso di miglioramento dei processi di pianificazione, che ad ogni nuova variante generale (intesa come nuovo ciclo di pianificazione) possa fare tesoro delle esperienze svolte in precedenza, analizzate attraverso i risultati del monitoraggio.

8

ALTERNATIVE

Occorre garantire che il processo decisionale sia aperto e trasparente fin dalle prime fasi, quando le scelte strategiche non sono ancora state compiute e si stanno valutando le diverse opzioni possibili. Il processo di pianificazione deve dare chiaramente conto delle alternative prese in considerazione e delle motivazioni che hanno portato alla scelta finale. Sottoporre a valutazione diverse alternative è un modo per garantire integrazione tra i processi di piano e di VAS fin dalle fasi preliminari del processo decisionale.

9

ECONOMICITA’

Non si tratta tanto di un problema di “costi” diretti imputabili alle nuove procedure, anche se nella situazione di ristrettezza economica e finanziaria in cui si trovano le amministrazioni locali anche questo aspetto merita attenta considerazione, quanto piuttosto di evidenziare i vantaggi che un approccio più razionale al processo decisionale può portare. Difficilmente tali vantaggi possono essere quantificati economicamente in modo preciso; nondimeno, il tentativo di evidenziarne i benefici va fatto, ad evitare il rischio, concreto, che la VAS finisca per essere percepita come un ulteriore appesantimento burocratico e un inutile aggravio sulle casse delle amministrazioni pubbliche.

10

MONITORAGGIO

Inteso soprattutto come:
1) strumento di riferimento per innescare un circolo virtuoso di miglioramento dei processi decisionali di pianificazione;
2) base per il coinvolgimento degli attori sul territorio nelle fasi di attuazione e gestione del piano.