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Autore:
Bubici Paolo
Titolo:
"Metodologia di valutazione quantitativa del paesaggio.
Studio preliminare per una loro applicazione al Comune di
Albisola Superiore"
Università
degli Studi di Genova. Lettere
ABSTRACT
METODOLOGIA
DI VALUTAZIONE QUANTITATIVA DEL PAESAGGIO. STUDIO PRELIMINARE
PER UNA LORO APPLICAZIONE AL COMUNE DI ALBISOLA SUPERIORE
L’obiettivo
della tesi è stato quello di permettere una valutazione
della qualità visiva del paesaggio del comune di Albisola
Superiore (SV) attraverso un’applicazione di tecniche di Landscape
Assessment basate su strumenti GIS. Lo studio è nato
dalla collaborazione tra il Prof. Mauro Spotorno (primo relatore)
del Dipartimento DISSGELL dell’Università degli Studi
di Genova e il Dott.Clematis Andrea (terzo relatore) dell’Istituto
di Matematica Applicata del CNR di Genova su un argomento
di ricerca comune: l’impiego di metodi informatici nell’analisi
del paesaggio.
Nel
contesto delle problematiche sulla valutazione ambientale
questo lavoro si può collocare in due ambiti di studio.
Nel primo le applicazione esposte si rivolgono ai soggetti
che si occupano di pianificazione territoriale e urbanistica
perché sono un valido ausilio nella redazione degli
studi propedeutici ai piani urbanistici (PTC, PRG, ecc). L’altro
ambito riguarda gli studi del comparto paesaggio nelle procedure
di VIA sulla realizzazione di nuove opere e nelle metodologie
di VAS per determinare la sostenibilità ambientale
dei piani e programmi.
La
metodologia applicata al Comune di Albisola Superiore è
composta da un'insieme di procedure che si basano su quattro
filoni di lavoro (come rappresentato in figura):
- la
valutazione quantitativa degli elementi del paesaggio;
- la
valutazione qualitativa del paesaggio;
- l'analisi
di regressione multipla;
- il
valore finale del paesaggio.
La
prima è tesa a determinare gli elementi oggettivi del
territorio. Per mezzo di strumenti GIS e tecniche di telerilevamento
satellitare (remote sensing) si determinano all'interno di
specifiche unità di analisi: 1) l'uso del suolo; 2)
la morfologia; 3) la profondità di campo. Il secondo
filone si occupa di determinare gli elementi soggettivi del
paesaggio. Per mezzo di un'analisi statistica delle fotografie
del territorio si determina l'indice di qualità visiva.
La terza fase ha il compito di selezionare le componenti che
determinano la qualità paesistica attraverso un'analisi
di regressione multipla che mette in correlazione, attraverso
un calcolo matriciale gli oggetti che le persone ritengono
determinanti nell'apprezzare un paesaggio. La fase finale
è tesa a determinare attraverso un valore sintetico
quali aree posseggono un valore di qualità visiva maggiore
rispetto alle altre. L'innovazione tecnologica di questa metodologia
risiede nell'utilizzare un mix di tecniche e sistemi informativi
specifici quali data base, cartografia digitale, immagini
dal satellite, algoritimi matematici basati sull'analisi multidimensionale
dei dati e image processing.
Lo
sviluppo sperimentale della tesi si è principalmente
interessato all’individuazione automatica degli elementi del
territorio quali l’uso del suolo, la morfologia e la profondità
di campo. Per mezzo dei dati provenienti dai satelliti che
si occupano di rilevamento terrestre, si è realizzata
la carta di utilizzo del suolo. Essa è stata prodotta
utilizzando algoritimi di image processing che permettono
di vettorializzare i dati raster delle immagini satellitari.
Questa procedura evita perciò di eseguire ricognizioni
sul campo. Quindi si è suddiviso il territorio in celle
e successivamente per mezzo di un'applicazione che si basa
su una tecnologia GIS si collegano le aree precedentemente
individuate con i dati alfanumerici che riguardano le caratteristiche
delle singole zone (vedi figura).

Attraverso
le interrogazione (query sets) si sono determinate le superfici
di uso suolo all'interno delle singole celle (in valore percentuale).
L'innovazione tecnologica sta proprio nel fatto di poter calcolare
in modo molto veloce le percentuale di uso suolo di territori
di vaste dimensioni. La morfologia è stata determinata
invece per mezzo delle intersezioni delle curve di livello
con i quattro lati delle celle già precedentemente
individuate. Per ultimo, la profondità di campo, è
stata determinata come il prodotto del valore della pendenza
(data dalla differenza di quota tra gli angoli della cella)
con quello della distanza della visione (ampiezza teorica
della veduta), intesa come numero dei lati delle celle visti
a partire da quello dato.
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