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Autore:
Chato Osio Giacomo
Titolo:
"Effetti antropici sulle modalità di distribuzione
ed abbondanza di organismi di costa rocciosa lungo i litorali
del Monte Argentaio"
Università
degli Studi di Pisa. Sc. biologiche
EFFETTI
ANTROPICI SULLE MODALITÀ DI DISTRIBUZIONE DI ORGANISMI
DI COSTA ROCCIOSA LUNGO LE COSTE DEL MONTE ARGENTARIO
La
presenza di insediamenti urbani ed industriali lungo la fascia
costiera è fonte di disturbo per gli organismi che
popolano gli ambienti marini costieri. Il disturbo di natura
antropica si aggiunge a processi naturali nel generare variabilità
nelle modalità di distribuzione ed abbondanza di specie.
Lo
scopo di questa tesi è di valutare se la presenza di
insediamenti urbani costieri causa un impatto sui popolamenti
ad alghe ed invertebrati di costa rocciosa. Il lavoro si è
svolto lungo le coste del Monte Argentario (GR) da maggio
1998 a marzo 2001. Gli effetti sono stati misurati considerando
sia l’abbondanza di singole specie (oppure di categorie morfologiche)
che la struttura di popolamenti ad alghe ed invertebrati di
substrato roccioso compreso tra 0.0 e 0.4 m sopra il livello
medio di bassa marea.
Il disturbo antropico è rappresentato dagli insediamenti
urbani e dalle attività turistiche e portuali di Porto
S. Stefano (PS) e di Porto Ercole (PE). Le acque di tali porti
accolgono anche gli scarichi fognari delle aree urbane limitrofe,
i cui effetti dovrebbero essere stati mitigati in conseguenza
dell’attivazione del depuratore, posto in Loc. Terrarossa,
avvenuta in concomitanza con l’inizio di questo lavoro. Esso
si propone pertanto di esaminare le seguenti ipotesi: (1)
i popolamenti presenti in prossimità dei porti differiscono
in termini di composizione, struttura e modalità di
sviluppo rispetto ai popolamenti presenti in habitat analoghi
ma non direttamente influenzati dalla presenza degli insediamenti
urbani; (2) tali differenze si riducono con il tempo come
conseguenza della mitigazione del disturbo dovuto all’attivazione
del depuratore.
Queste
ipotesi sono state esaminate mediante l’impiego di disegni
sperimentali multifattoriali che permettono di isolare l’effetto
del disturbo antropico (se presente) da altre cause di variabilità
spaziale e temporale dei popolamenti. Lo studio è stato
ripetuto nelle località di Porto Santo Stefano (PS)
e Porto Ercole (PE). In ciascuna località è
stata identificata una costa rocciosa (tratto di litorale
di 30-50 m) esposta agli eventi di disturbo dovuti alle attività
portuali ed agli scarichi urbani, e quindi potenzialmente
impattata. I popolamenti delle coste disturbate sono stati
confrontati con quelli di 3 coste di controllo, scelte per
rappresentare le stesse tipologie di ambiente di quelle disturbate,
ma poste a distanza variabile da alcune centinaia di metri
ad alcuni chilometri dai porti e dagli scarichi urbani.
Il campionamento è stato ripetuto in 9 date ed a due
altezze sulla costa (0.0-0.1 e 0.2-0.4 sopra il livello medio
di bassa marea), corrispondenti a popolamenti distinti.
Le ipotesi relative agli effetti del disturbo antropico sul
reclutamento e sullo sviluppo dei popolamenti sono state esaminate
comparando 5 unità sperimentali di substrato denudato
artificialmente e 5 unità di controllo in ciascuna
costa disturbata ed in due coste di controllo a PS e PE. L’ipotesi
in esame è che le modalità di ricolonizzazione
delle aree denudate ed il tasso di convergenza verso il popolamento
circostante differiscono tra coste disturbate e coste di controllo.
Nei due esperimenti l’idrodinamismo rappresenta una sorgente
di variabilità indesiderata che può confondere
gli effetti e la valutazione del disturbo antropico. Ciò
a causa del fatto che non è stato possibile dislocare
tutti i siti di controllo in aree protette dall’idrodinamismo
quali quelle caratterizzanti i siti impattati, ma bensì
alcuni dei controlli si trovavano in aree maggiormente esposte.
Per separare l’effetto dell’idrodinamismo da eventuali impatti,
il campionamento è stato ripetuto anche in 4 coste
dislocate sul versante maggiormente esposto del Promontorio
dell’Argentario. I dati sono stati analizzati sia mediante
tecniche di analisi multivariata (MDS) che univariata (analisi
della varianza asimmetrica).
Il
presente studio ha messo in evidenza differenze tra coste
disturbate e controlli, sia in termini di distribuzione ed
abbondanza di organismi, che per ciò che concerne le
modalità di ricolonizzazione di aree artificialmente
denudate. Per molti dei taxa esaminati l’entità di
tali differenze è variabile nel tempo, ad indicare
la complessità dei processi che influenzano i popolamenti
esaminati. Ci sono inoltre differenze tra la località
di Porto Santo Stefano e quella di Porto Ercole nelle risposte
dei popolamenti a sorgenti di disturbo analoghe. Emerge quindi
l’importante indicazione che i risultati degli studi di impatto
condotti ad una singola località non possono essere
generalizzati ad altre località e scale spaziali.
Il
fattore idrodinamico è risultato significativo in alcune
delle analisi suggerendo una certa cautela nell’interpretazione
degli effetti antropici per alcune delle variabili esaminate.
In conclusione, questi dati evidenziano l’esistenza di un
impatto a PS e PE tale da influenzare la struttura dei popolamenti
e la distribuzione degli organismi più abbondanti.
Non è stata rilevata alcuna evidenza degli effetti
di mitigazione attesi in conseguenza dell’attivazione del
depuratore, ma non si può tuttavia escludere che occorrano
più di tre anni affinché una mitigazione degli
effetti postulati possa avere luogo sugli organismi di costa
rocciosa
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